Federazione Ticinese per l'Acquicoltura e la Pesca



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Federazione Ticinese per l'Acquicoltura e la Pesca

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FEDERAZIONE

Storia

La Federazione ticinese per l'acquicoltura e la pesca (FTAP) fu fondata nel 1913 grazie alla Società per l'acquicoltura del Ceresio, che – dopo aver raggiunto «una forte organizzazione che le assicura vitalità feconda e duratura, dopo di avere organizzato il ripopolamento artificiale intensivo delle acque sottocenerine, risvegliato nella propria regione un vivo interesse pubblico a quella sorgente di utilità generale che è l'acquicoltura» – ha voluto formare «l’unione delle Associazioni regionali per assicurarne il reciproco sviluppo ed aiutare quelle deboli, per creare colla pubblicazione di un Bollettino e colla formazione di un Comitato cantonale permanente gli organi necessari per lo studio, la libera discussione, il promovimento dell’acquicoltura in tutto il Paese».

Tale decisione si concretizzò il 5 giugno 1913, in occasione di una seduta a Lugano dei delegati delle Società ticinesi di acquicoltura, su invito della presi­denza della Società per l'acquicoltura del Ceresio, alla presenza di: dott. Giovanni Rossi (direttore del Dipartimento di agricoltura), avv. Luigi Arcioni per la Società bleniese, Decarli per la Società locarnese, dott. Bettelini, prof. Tamburini, Assalini e Rusca per la Società del Ceresio; mattatore di quell'incontro il dott. Arnoldo Bettelini, che espose le basi del progetto di statuto per la Federazione ticinese di acquicoltura e pesca e che convinse i presenti della necessità di pubblicare un bollettino annuale, riuscendo ad ottenere l'approvazione dello statuto.

La successiva riunione, il 12 luglio 1913, ebbe luogo a Bellinzona, presenti: per la «Società ceresiana» dr. Bettelini, ing. Paleari, prof. Tamburini e Paolo Rusca; per la «Società locarnese» L. Decarli e P. Piatti; per la «Società gambarognese» Celeste Martignoni e per la «Società bleniese» avv. Luigi Arcioni. Fu eletta, in quella circostanza, la direzione, così composta: presidente dr. Arnoldo Bettelini di Lugano, vice‑presi­dente Luigi Franzoni di Locarno, segretario ing. Giuseppe Paleari di Morcote, cassiere Paolo Rusca di Agno; consiglieri: prof. Angelo Tamburini di Lugano, dott. Francesco De Matteis di Croglio, avv. Luigi Arcioni di Dongio, Luigi Decarli di Muralto, Giuseppe Bernasconi di Mendrisio, Carlo Strambi di Magliaso, Arturo Borella di S. Nazzaro; direttore del Bollettino il dr. Arnoldo Bettelini. Scopo della neo costituita associazione: «... promuovere il progresso dell'acquicoltura e della pesca in tutte le regioni del Cantone Ticino e creare rapporti di reciproca coope­razione fra le Società regionali». La FTAP cominciò così la sua lunga, meritoria esistenza – in collabo­razione con le varie istanze (società di pesca, Cantone, Commissioni, ecc.) – a salvaguardia degli interessi dei pescatori ma anche con un occhio sempre straordinariamente vigile nei confronti della tutela am­bientale, per la qualità di vita dell'intera popolazione. Questo, in estrema sintesi, il cammino della grande famiglia di pescatori in Ticino.

Nel 1914 la «Bellinzonese» entra a far parte della FTAP, ma un anno dopo – per la mancata risoluzione del problema del riscatto dei diritti d'acqua – lascia la Federazione. L’anno successivo, 1915, la Federazione organizza «con successo» a Lu­gano il congresso del comitato cantonale delle Società svizzere di pesca e piscicoltura. Nel 1919 la «Bellinzonese» rientra nei ranghi della FTAP e si ha l'affiliazione della «Leventinese», mentre alla presidenza del Consiglio direttivo viene nominato il prof. Angelo Tamburini di Novaggio. Nel 1920 ammissione nella FTAP della «Sant'Andrea» di Muralto, mentre è da ritenere esclusa la «Bleniese» perché «non versò quanto dovuto alla FTAP». Nel 1922 accolta l'affiliazione dell'«Unione pescatori del lago Maggiore» (attualmente «Società pescatori professionisti del Verbano»). Nel 1928 si nota per la prima volta, alla seduta della Federazione, la presenza di un consigliere di Stato, l'avv. Galli, direttore del Dipartimento di agricoltura, mentre nella seduta federativa del 17 Novembre 1929 a Biasca viene votato il principio di dotare i soci di una tessera di riconoscimento. Nel 1933, all'assise di Bellinzona, dopo lunga assenza, riappaiono la «Gambarognese» e la «Leventinese» e dal rapporto presidenziale si apprende della scomparsa di Luigi Franzoni, per alcuni anni presidente della Federazione, e si hanno alcuni interessanti dati sul bollettino federativo (i cui natali risalgono al 1. giugno 1906 con il titolo «Acquicoltura del Ceresio ed affluenti» per poi passare nel 1913 alla Federazione con il nome «Acquicoltura ticinese»), rimarcando altresi che «La Ceresiana» risulta fondata il 10 gennaio 1893 con il nome di «Commissione esecutiva per la piscicoltura del Ceresio» e che dal 1895 gestisce un piccolo incubatoio nel Palazzo degli Studi (vecchio liceo) a Lu­gano; si ha altresì il cambio della guardia con la nomina a presidente di Antonio Doninelli.

All’assemblea del 1938, ad Ascona, viene ammessa nella Fe­derazione la «Società di pesca sponda destra del Ticino» con sede a Cugnasco, per cui la FTAP conta 14 sodalizi. Nel 1946, a Chiasso, è accolta nella FTAP la «Società Unione pescatori professionisti del Verbano», nata in seguito alla «liquidazione» della «Pescatori professionisti del Verbano». Nel 1948, ad Agno, si parla molto del disastroso nobifragio del giugno '47, che ha danneggiato seriamente i fiumi del Locarnese e del Bellinzonese nonché i riali del Gambarogno: per ricostituire il patrimonio ittico andato perso si provvede, in autunno e in unione con il Servizio cantonale della pesca, a semine straordinarie di estivali fario. Nel 1956, il 24 giugno, il consigliere di Stato Guglielmo Canevascini inaugura lo stabilimento piscicolo cantonale di Golino. Nel 1957 per la prima volta viene aperto alla pesca il bacino di Sam­buco, dove affluiscono oltre 700 pescatori attratti dalla promessa allettante di ottime catture, non per numero (limitato a 15 dallo speciale decreto) ma per la ventilata grossezza dei soggetti; in realtà, è grande la delusione, dato che il bacino è ridotto quasi ad un pantano. Nel 1958 i pescatori superano la soglia di 6.000; quasi la metà delle patenti risultano richieste da villeggianti e turisti, a dimostrazione di quanto siano apprezzate le nostre acque dal punto di vista della pescosità anche al di fuori dei nostri confini. Nel 1961 con un decreto legislativo si stabilisce la misura minima di 20 centimetri per trota nei corsi d'acqua e laghetti alpini; idem per il salmerino nei laghetti alpini. L’anno successivo, nel 1962, a Biasca, Walter Castagno di Vacallo è eletto presidente della FTAP e tre anni dopo lo stesso Castagno diventa presidente della Federazione svizzera di pesca.

Nel 1967 viene fondata la «Bleniese». Nel 1973 fa la sua comparsa la NUD (necrosi ulcerativa dermale) nei principali corsi d'acqua del Ticino, con numerose segnalazioni di pesci malati in vari corsi d'acqua. Il 1975 è un anno «storico» nella vita della FTAP, in quanto all'assemblea di Bellinzona, il 23 febbraio, si decide il lancio dell'iniziativa po­polare per la modifica della legge sull'utilizzazione delle acque del 17 maggio 1894 e successive modificazioni; l'iniziativa risulterà poi pienamente riuscita grazie alla raccolta di oltre 13.000 firme valide, consegnate alla Cancelleria dello Stato 1'11 giugno, e il Consiglio di Stato già nell'aprile 1976 pubblicherà il messaggio al Parlamento, proponendo di adottare un nuovo articolo 8 bis (proposto dalla Federazione di pe­sca) per stabilire che l'«autorità competente a dare concessioni prov­vede a garantire un sufficiente deflusso nei corsi d'acqua già utilizzati o ancora da utilizzare».

Nel 1976, viene inaugurato lo stabilimento di pescicoltura della Società pescatori del Mendrisiotto a Ligornetto. Nel 1982 il messaggio governativo sui deflussi minimi è pronto per essere licenziato al Gran Consiglio, contemplando i postulati avanzati dalla FTAP, che sono dettati non soltanto da ragioni piscicole ma soprattutto da questioni igienico-sanitarie, ambientali e turistiche; in seno alla Federpesca accolta la Società ticinese pescatori sportivi (STPS).

Nel 1985 viene eseguito lo spurgo del bacino del Luzzone, che causerà nei fiume Brenno gravi danni al patrimonio ittico, alla microfauna, alla flora e al paesaggio; persino il Verbano risulta invaso dal limo bleniese, che determina seri inconvenienti alla fregola dei pesci, tanto che i pescatori professionisti chiedono ed ottengono un risarcimento per mancato reddito della pesca in questo lago. Il 1986 è l'anno del disastro nel reattore nucleare di Chernobyl, incidente che si rivelerà un'autentica catastrofe, senza precedenti, con gravi ed ancora oggi incalcolabili ripercussioni sull'esercizio della pesca nel Ticino; sul lago Ceresio viene proibita la pesca (che resterà chiusa per molti mesi), con una decisione dell'Ufficio federale della sanità pubblica che però lascia molto perplessi, anche perché da parte italiana nel frattempo non si era ritenuto necessario adottare un simile provvedimento precauzionale.

Nel 1988 entrano in vigore alcune modifiche importanti del regolamento di ap­plicazione della legge sulla pesca: il periodo di pesca nei corsi d'acqua è fissato dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di settembre e divieto di usare in tutti i corsi d'acqua e laghetti alpini degli ami muniti di ardiglione («ritegno») per la pesca con esche naturali; sempre in quell’anno, abolizione del divieto di pesca sul lago di Lugano. Nel 1990 nomina di Michele Gilardi, già presidente della «St. Andrea», a capo della Federpesca ticinese. L’anno dopo, nel 1991, altro spurgo... scandaloso, quello nel bacino di Palagnedra, con una perdita non indifferente per il patrimonio ittico. Nel 1995, a Caslano, festeggiamenti per i 100 anni de «La Ceresiana» e ad ottobre riaperta la pesca al temolo con un decreto speciale. Nel 1996, all'assemblea federativa a Locarno, si ricorda il centenario di fondazione de «La Locarnese».

Nel 1997, la Federazione ticinese di acquicoltura e pesca pubblica due volumi su «La pesca nel Cantone Ticino», opera monumentale di Raimondo Locatelli con circa 1.000 pagine e centinaia di immagini (molte a colori), che illustra in modo compiuto la storia, gli avvenimenti, i personaggi, gli strumenti e tutto quanto ha riferimento – nel passato come oggigiorno – alla pesca alle nostre latitudini. Nel 1998 Urs Lüchinger diventa presidente della FTAP nel contesto di una riforma dell’organizzazione dei quadri dell’associazionemantello dei pescatori. Dal 2003 le redini della FTAP sono affidate a Ezio Merlo di Chiasso.

Nel 2005 Urs Luechinger ridiventa presidente della FTAP nel segno di una continuità che negli ultimi 8 anni ha introdotto come uno degli argomenti principali la salvaguardia ed il recupero degli ecosistemi acquatici, individuando in sostanza questa strada come una delle più importanti per incrementare la presenza ittica nelle acque ticinesi.

Dopo il “mini esercizio” del rinnovo della concessione idroelettrica di Ponte Brolla del 2001 (peraltro non ancora assegnato in via definitiva dopo quasi 4 anni), ecco profilarsi all’orizzonte, alla fine del 2005) la scadenza di una prima grande concessione: quella del Ritom. “Affaire a suivre” come direbbero i francesi.


FOTOGRAFIE

GUESTBOOK

A 10 mesi dall’apertura di questo attraente sito, abbiamo purtroppo potuto accertare come non si sia saggiamente approfittato del guestbook (a parte sporadici casi) per un vero dialogo tra pescatori. Nei confronti della FTAP, segnatamente nei confronti di chi lavora in completa buona fede e soprattutto per volontariato per la causa della pesca, in questi mesi abbiamo potuto leggere ogni sorta di commenti altamente offensivi e irrispettosi. Ci spiace quindi comunicare la chiusura del guestbook. Il Comitato Direttivo ed il Comitato delle società rimangono comunque a disposizione per ogni informazione necessaria ai loro indirizzi segnalati nella cartella del sito con l’indicazione Federazione. Sportivi e distinti saluti. FTAP, segretariato generale 26 ottobre 2006